Questo iPhone low cost non s’ha da fare. Ad Apple non conviene!

Charlie Wolf, analista di Needham & Company, ci spiega perché ad Apple non conviene puntare su un iPhone low cost

Prima della presentazione di iPhone 5C, il terzo smartphone con involucro in policarbonato dopo il 3G ed il 3GS, numerosi blog lo avevano identificato come un iPhone low cost. Con l’entrata in commercio, abbiamo visto che non è stato così, visto che gli appena 100 euro in meno rispetto al top di gamma ne fanno a stento un dispositivo di fascia media. Tim Cook, però, su questo punto è sempre stato molto chiamo: mai e poi mai la società di Cupertino produrrà un terminale economico, visto che quello che sarcasticamente definisce come junk business poco si adatta alla filosofia aziendale. Insomma, questo iPhone low cost non s’ha da fare perché ad Apple non conviene. Il perché ce lo spiega Charlie Wolf, analista di Needham & Company.

iPhone low cost

In primis, se fino a ieri hai prodotto dispositivi di fascia alta, che senso avrebbe cimentarsi in un nuovo business? L’immagine aziendale, infatti, verrebbe percepita negativamente. Numeri alla mano, a detta dell’analista, affinché un iPhone sia veramente low cost, il suo prezzo non può essere in alcun caso superiore a 350 dollari, naturalmente senza contratto.

Apple, per mantenere un margine lordo attorno al 40%, dovrebbe pagarlo non oltre 90 dollari. La stima nasce dal fatto che i costi fissi di iPhone 5S, in ottica Apple si aggirano attorno a 180 dollari. Se però ai 90 dollari di costi fissi si aggiungono circa 120 dollari per il post vendita, equamente distribuite tra  garanzia, packaging, spese di trasporto, ad Apple non converrebbe poi tanto questa strategia.

Ad esempio, negli Stati Uniti, dove iPhone domina il mercato degli smartphone, iPhone 5C viene commercializzato da 99 dollari con un contratto biennale o da 549 dollari, senza contratto. Tenendo conto che le materie prime dell’iPhone colorato costano alla società di Cupertino circa 165 dollari, sommando le spese post vendita pari a 120 dollari, abbiamo un totale di costi di circa 285 dollari con margine di guadagno decisamente accettabile, pari al 48,2%.

Tenendo infine conto che il mercato degli smartphone si avvicina alla soglia del 90%, indicata convenzionalmente come soglia di saturazione, e che il numero di utenti che effettua il passaggio da Android ad iPhone è decisamente maggiore rispetto a quelli che seguono il sentiero inverso, Apple non ha necessità di cambiare strategia di prezzo. Ergo, questo iPhone low cost non s’ha da fare perché ad Apple non conviene. Per approfondimenti sull’analisi di Charlie Wolf ti rimando all’articolo pubblicato da Neil Hughes su Apple Insider.

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